Dal 2 al 5 settembre l’opera lirica su battello torna a navigare nel cuore della Capitale. Il Tevere diventa palcoscenico, scenografia e parte stessa del racconto, mentre ponti, monumenti e banchine accompagnano lo spettacolo.
Il sipario questa volta non si apre in un teatro, ma direttamente sul Tevere. Fino al 5 settembre torna a Roma Fitzcarraldo, l’opera lirica concepita per essere rappresentata a bordo di un battello in movimento, trasformando il fiume e il centro storico della Capitale in un unico grande teatro a cielo aperto.
Ideato e diretto artisticamente da Fabio Morgan, con la composizione e la direzione musicale di Francesco Leineri e il libretto di Andrea Carvelli, il progetto è realizzato dal Teatro dell’Opera di Roma e dall’associazione E45, con il sostegno di Roma Capitale e in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Dopo il debutto del 2022 e la successiva edizione del 2023, Fitzcarraldo torna così a percorrere le acque del fiume romano con una formula che unisce opera, teatro, paesaggio e navigazione.
Il Tevere diventa parte dello spettacolo
La particolarità di Fitzcarraldo è proprio questa: il fiume non fa semplicemente da sfondo all’opera, ma ne diventa protagonista.
Il battello parte dall’Isola Tiberina, con accesso da Lungotevere degli Anguillara, e procede attraverso il cuore monumentale della città. Durante la navigazione ponti, banchine, architetture antiche e contemporanee appaiono e scompaiono davanti agli spettatori, entrando nella drammaturgia dello spettacolo. Ogni tratto del Tevere corrisponde così a un nuovo passaggio del racconto e Roma si rivela progressivamente seguendo il ritmo del battello e della musica.
Un modo di guardare la città da una prospettiva diversa, ma soprattutto di tornare a guardare Roma dal suo fiume.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più suggestivi dell’iniziativa: Fitzcarraldo dimostra concretamente come il Tevere possa essere vissuto non come una linea che attraversa silenziosamente la Capitale, ma come uno spazio pubblico capace di ospitare cultura, incontro, spettacolo e nuove forme di racconto urbano.
Lo spettacolo si può seguire anche dalle rive
I posti disponibili a bordo del battello risultano già sold out, ma il viaggio di Fitzcarraldo non è riservato soltanto agli spettatori imbarcati. L’opera può infatti essere osservata e seguita anche dalle sponde del Tevere.
Tra i punti indicati per assistere al passaggio del battello ci sono Ponte Sisto, Ponte Sant’Angelo, Ponte Umberto I e Ponte Cavour, offrendo così anche a chi passeggia lungo il fiume la possibilità di incontrare lo spettacolo e accompagnarne parte del percorso.
Le repliche proseguono giovedì 3 settembre alle 19.30 e alle 21.30, venerdì 4 settembre alle 19.30 e alle 21.30 e sabato 5 settembre con una speciale rappresentazione all’alba alle 5.30 e l’ultima replica alle 19.30.
Un fiume da attraversare, vivere e raccontare
Fitzcarraldo racconta una Roma sospesa tra memoria, presente e futuro e affida proprio al Tevere il compito di tenere insieme questi diversi piani. Nel viaggio del protagonista – figura visionaria ispirata al celebre film di Werner Herzog – la città viene osservata come un luogo che può ancora trasformarsi e immaginare nuove possibilità.
Un battello che diventa teatro, le banchine che diventano platea e il paesaggio fluviale che entra nella scena mostrano quanto il fiume possa tornare a essere uno dei grandi spazi culturali della Capitale.
Un Tevere non soltanto da osservare dall’alto dei muraglioni, dunque, ma da attraversare, frequentare e riscoprire.
Perché, ancora una volta, quando Roma torna sul suo fiume, è anche il fiume a tornare dentro Roma.