La strada che porta al fiume. Ritorno alla bellezza del primo parco naturale di Roma.
Stefano Caviglia dialoga con Stefano Brusadelli.
La Strada che porta al fiume. Ritorno alla bellezza del primo parco naturale di Roma.
Quando il Tevere era parte integrante della Città eterna, tanti romani se lo godevano con gioia ad ogni occasione. Poi venne l’età della separazione e dell’abbandono. Non tanto a causa degli argini che lo hanno chiuso in un incavo per proteggere la nuova capitale d’Italia dalle inondazioni: quei muraglioni c’erano già agli inizi del Novecento, quando si andava al fiume per mangiare, nuotare o prendere il sole, durante la mitica stagione d’oro dei «fiumaroli». I guai arrivano dopo, con il maltrattamento del Tevere da parte degli innumerevoli soggetti che ne condividono da decenni la gestione.
Per questo i cinque parchi di affaccio inaugurati l’anno scorso da Roma Capitale possono essere il primo segnale di un ritorno virtuoso al passato, quando la strada era aperta tra il Tevere e i romani.
Il 6 0ttobre al Museo del Tevere Stefano Brusadelli ne parla con Stefano Caviglia, che ai cinque parchi di affaccio ha dedicato il saggio Una linea dentro la città, sulla rivista «Mappe» del Touring Club Italiano.
Attività gratuita, prenotazione non necessaria.

