Tuscia-in-movimento

Il Tevere non accetta scorie

In questi ultimi cinque anni ci siamo trovati dinnanzi quella che, a ragione, possiamo considerare la madre di tutte le questioni, ovvero, la possibilità molto concreta che la Tuscia possa diventare il luogo scelto per l’edificazione di un deposito nazionale di 95 mila metri cubi di rifiuti radioattivi, con migliaia di tonnellate di scorie nucleare.

Abbiamo alle spalle cinque anni di mobilitazioni e la partecipazione di migliaia e migliaia di cittadini uniti nel dire no alla discarica di rifiuti radioattivi.
Oggi è maturo il tempo, perché la nostra contestazione raggiunga il cuore della Capitale. A poche decine di chilometri da Roma, si vuole scaricare sulla Tuscia il problema, ancora privo di soluzioni, delle scorie e dei rifiuti radioattivi prodotti soprattutto dalle centrali nucleari, sebbene chiuse da molti anni.
Se il deposito dovesse essere realizzato nella bassa Tuscia, in piena zona vulcanica, in caso di incidente, frana e/o dissesto, la possibilità di inquinare il Tevere via falde acquifere superficiali è elevatissima.

La mattina del 20 giugno alle ore 9.30 ci muoveremo con due barconi dallo Scalo de Pinedo dalla sede nazionale di “Marevivo” che ci affianca e ci sostiene in questo nostro impegno.
In questa mobilitazione vorremmo coinvolgere i circoli, le associazioni e tutti coloro che amano il Tevere, impegnati a difendere il valore ambientale, culturale e storico del fiume.
Dopo aver toccato il centro di Roma la manifestazione si concluderà sull’isola Tiberina in un incontro pubblico aperto a tutti, per rendere chiaro agli abitanti della città, e non solo a loro, quanto grande è il rischio e quanto pericoloso raccogliere le scorie nucleari vicino a Roma, soprattutto nell’attuale realtà di guerre e conflitti mondiali che non possiamo escludere possano comportare anche altri attentati e atti ostili.
In questa importante mobilitazione ci sono vicine due importanti associazioni, “Marevivo” e “Tevereday”, che da anni si prodigano per la tutela e valorizzazione del fiume della Capitale: la vita del Tevere e il suo futuro devono entrare nell’agenda delle urgenze di tutti i romani.

Iniziativa a cura di Fondazione Biodistretto della via Amerina e delle Forre 

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